sei Sveglio o dormi?

SURF 3


Te dirai: «La mia vita è bella. C’ho una bella casa, i soldi non mancano, ho la famiglia perfetta, amicizie invidiabili, un lavoro sicuro… e tante altre cose! Che volere di più?». Già, che volere di più? Hai tutto, ma non hai niente. Quale ironia! Una sola domanda, fratello: sei felice? Sei libero? Sei vivo? Te dirai: «Che razza di domanda è? Ovvio che sì! Ho questo, ho quello, ho quell’altro… Faccio questo, faccio quello, faccio quell’altro… Ho la mia reputazione, i miei riconoscimenti, le mie gratificazioni… Che altro volere?». Già, che altro?!? Sei davvero un portento! Tuttavia, non è questa la domanda che ti ho fatto. Ti ho chiesto se sei felice, non che cos’hai, né che cosa fai, né che cosa possiedi. E non felice apparentemente, ma veramente, profondamente, autenticamente. E quindi? Ecco il punto: come i più – come tanti – hai tutto, ma non hai niente. L’abbiamo già detto? Perché quando si vincola la Felicità a qualcuno o qualcosa, non si sa che cosa sia la Felicità. E qui, in questo mondo, quasi nessuno lo sa. Infatti, tutti credono che la Felicità – così come la Libertà, l’Amore, la Vita… – sia la conseguenza di qualcosa, qualcosa che, se ti manca, non puoi essere felice. Che dici, c’è del vero, in questo?

Così, invece di capire che ciò che cerchi è già dentro di te, passi la vita a rincorrere un mucchio di pirlate – pirlate che, finché non ti svegli, nemmeno riconosci tali. Credi siano cose straordinarie, cose splendide, cose meravigliose…, quando invece sono nulla. E così ti ritrovi a dar valore a ciò che non ne ha, poiché quando si è ciechi non si può vedere ciò che è palese. Quanto di te comprende? Sei come un giullare, un burattino, una scimmietta a cui si può tirare la coda perché reagisca come si vuole faccia; perché quando si cerca fuori ciò che si ha dentro, si diventa schiavi del mondo e degli altri.

E così eccoti lì, a vivere una vita robotica e priva di significato, vuota nell’Anima e vacua nell’Essenza. Una vita fatta di convenzioni sociali e convenevoli, di abitudini e paure, di luoghi comuni e tradizioni ereditate. Una vita, proprio così, morta!

La tua vita, infatti, non è altro che una pellicola consumata dalla ripetizione di infinite repliche – giorno dopo giorno, anno dopo anno, vita dopo vita… – passata a fare sempre le stesse cose e ricadendo sempre negli stessi schemi. Non ne esci. E non ne esci perché non ne vuoi uscire. E perché non ne vuoi uscire? Perché dormi. Ti disturba, questo? Allora ci sono buone probabilità sia vero! Perché sappi: è solo riconoscendo la realtà per ciò che è, che puoi cambiarla. Perché puoi forse cambiare, ciò che nemmeno vedi? Puoi forse evadere, da una prigione invisibile? Puoi forse volare, se non ti accorgi che sei inchiodato a terra? Devi riconoscere la malattia, per guarirla.

Così, dormendo – ma credendoti sveglio! – ti riduci a ripetere le stesse scene, viste e riviste, noiose e ripetitive, apatiche e prevedibili – scene che cambiano nei personaggi e nei tempi, ma la cui trama è sempre la stessa. Sono sempre la stessa cosa, sempre la stessa vita, sempre la stessa sbobba…, dipinta solo con colori e in cornici diverse. Che cos’è cambiato?

Riconosci: se non cambi tu, la tua vita non può cambiare. Perché può forse cambiare l’effetto, se non cambia la causa? Può forse cambiare una sinfonia, se chi la dipinge non intona note diverse? Rimarrebbe sempre la stessa melodia, la stessa solfa, la stessa minestra…, fino a diventare logorroica e insopportabile. E non è forse questa, la vita della maggior parte delle persone? Saturo destino di chi ha scelto di sopravvivere anziché di Vivere?

Guarire Sé stessi è ciò che di più arduo esiste, amico mio. È più facile danzare su un soffitto, che evolversi! E così la tua vita diviene un mero rituale, un insieme di pensieri, emozioni e reazioni che rendono quella vita ciò che è: tutt’altro che felice!

Chi è cieco non si accorge di esser cieco; proprio come un pazzo mai ti dirà che è pazzo. Ovvio quanto logico. Così, essendo cieco (ma non sapendolo) non vede nulla. Colui la cui vista è Sana, invece, vede che ciò che tu chiami “felicità” non è affatto Felicità, ma solo lo sfibrante tran tran che sostituisce ciò che non sei in grado di guarire: la tua Vita.

Lavoro, week-end, ferie; lavoro, week-end, ferie; lavoro, week-end, ferie. Consumismo, distrazioni, compensazioni; consumismo, distrazioni, compensazioni; consumismo, distrazioni, compensazioni. Bisogni, successo, riconoscimento; bisogni, successo, riconoscimento; bisogni, successo, riconoscimento. Ora aggiungi tutto il resto degli ingredienti che fanno parte del prelibato menù di questo mondo, e ti sarai fatto un’idea della sfiziosa zuppa in cui sguazza la maggior parte dei tuoi simili. Una zuppa così sfiziosa, proprio così, che nemmeno uno stercoraro vorrebbe assaggiare! E la tua, che sapore ha?

Abitudine, abitudine, abitudine… Niente di nuovo c’è mai nella tua vita. Dove sono le gradi Esperienze che fanno danzare il tuo Cuore? Dove sono le grandi Creazioni che fanno vibrare la tua Anima? Dov’è la grande Ispirazione che fa gioire il tuo Spirito? Dov’è la Voglia di Vivere una Vita Potente, Elevata, Virtuosa? Una Vita Saggia e Sana? Una Vita Luminosa e Pulita? Una Vita senza interessi nascosti e Vera nella sua Essenza? E dov’è l’Entusiasmo puro e raggiante del Sé? Dov’è la Radiosità spumeggiante che vivifica l’Essere? Dov’è la Magnificenza resa manifesta? E ancora, dov’è la Semplicità di una Vita fiorita? L’Armonia di una Vita sbocciata? La Grandezza di una Vita compiuta? La Forza di una Vita conquistata? Dov’è, proprio così, quel Coraggio che ti fa volare fuori da quella gabbia, per divenire per sempre libero come il vento? Dov’è? Dimenticato nei meandri di una vita meccanica, trascorsa a rincorrere ideali vuoti e a vivere esperienze vacue. Non è poi quella gran figata che si dice in giro, vero?

Ora dimmi: ne avrai ancora per molto con tutta questa feccia? Per quanto tempo ancora chiamerai “felicità” ciò che non è? Ci metterai ancora molto a capire che, se non ti svegli, morirai senza aver vissuto? Quanto ti ci vorrà? O forse arriverai alla fine dei tuoi giorni – fingendoti soddisfatto… – rimpiangendo invece ciò che avresti potuto – e voluto! – fare, ma che non hai fatto? Sarà questa la tua fine? Vuoi saperlo? Chiediti questo: che cosa stai facendo, adesso, per elevarti, per evolverti, per crescere? Che cosa stai facendo (o hai fatto…) per elevare te stesso oltre i limiti di una vita che credi di vivere, ma che in realtà non vivi? Preferisci forse dormire, poiché dormire è comodo e non costa nulla? Forse… Tuttavia – sappi – il prezzo che paghi è proprio la tua vita. Un po’ costoso, questo nulla, non trovi?

Il limbo in cui ti dibatti non ti permette di vedere le infinite possibilità che la vita ti offre e così, mentre la Meraviglia ti scorre accanto, tu non la vedi. Ora, che cos’è, questa, se non pazzia? Chi sei, tu, per permetterti di non avere una Vita Straordinaria? E chi sei, tu, per violentare te stesso riducendo la tua vita a un mucchio di letame? Sei piuttosto arrogante, fratello! E anche ingenuo, perché solo un folle rinuncerebbe a rischiare per paura di cadere. Quanto di te capisce? Ricorda: l’unico vero rischio nella vita è non voler correre alcun rischio. Perciò, se è nel cielo delle Aquile che vuoi danzare, allora devi uscire da quel pollaio in cui ti sei rinchiuso, per liberarti laddove i polli mai oserebbero. Perché solo Grandi Ali – maestose e raggianti –possono reggere la potenza di Quote Elevate; quelle piccole, invero, soccombono.

Molti, per paura di uscire dai limiti che si sono e gli hanno imposto, hanno atrofizzato le loro ali, rendendole incapaci di levarli da terra. Così, hanno finito per accettare l’inaccettabile, ossia di starnazzare come polli da cortile nell’aia che gli hanno e si sono preparati. È la situazione dei più… Osserva te stesso: sei felice? Saggio? Libero? Guardati in giro: vedi forse persone felici? Sagge? Libere? A essere fortunato, ne troverai una su centomila! Bada: hai letto veramente felici, non apparentemente. Di facciata tutti fanno i fichetti – si mostrano grandi, decantano virtù che non hanno, appaiono per ciò che non sono… – ma poi, nell’Essenza – nella Verità – sono delle mezze cartucce. Questi, naturalmente, fottono solo chi è come loro, alias tutto apparenza, niente Essenza. Perché chi è sveglio non vede la maschera: vede l’Essere.

E quindi? Chi sei? Che vita fai? Perché esisti? Sei forse una delle tante fotocopie che ci sono in giro, oppure sei uno di quegli splendidi Originali che solo raramente s’incontrano? Chi sei, al di là di ciò che credi? È tutto qui. Conosci te stesso e sarai libero. Ma tu continua a recitare copioni già scritti, e morirai con loro. Che cosa scegli?

E così eccoci qui! Alla fine anche di questo viaggio. È stato un bel tour? So it is. Ricorda: solo tu puoi rendere la tua Vita quella meraviglia che merita di essere. Non puoi? Allora devi! Fine della storia. Preferisci forse morire senza aver vissuto? Per quanto folle, è una tua scelta. Libero di farla. Ma se è te stesso che vuoi ritrovare – che vuoi essere, che vuoi vivere – allora ti devi liberare da tutte le illusioni, da tutte le paure, da tutti i condizionamenti che ti hanno e ti sei fatto. E liberarsi significa disimparare tutto ciò che ti hanno e ti sei insegnato, per riconoscere la Verità del Cuore. Allora sarai risorto dalle ceneri del passato e avrai guarito te stesso. Non vedi che la Vita sta aspettando di danzare con te? Senti i suoi profumi, ascolta le sue melodie, respira la sia Anima… e avrai capito. Capito che investire la vita in un film già visto, non è viverla: è buttarla; capito che per vivere veramente devi riconoscere il palco su cui stai danzando: stai ballando la tua danza o marciando ritmi imposti? Capito che, se vuoi essere Te stesso, devi prima liberarti da ciò che ti impedisce di esserlo: ciò che credi di essere, ma che non sei.

La Vita è per tutti, ma non tutti sono per la Vita. Questa è una Verità. O voli, o strisci. Non è una questione di “giusto” o “sbagliato”, ma  di saggezza con cui hai compiuto quella scelta. Perché è una scelta. Chi dorme affida la sua condizione a cose come il karma, il fato, la suocera tritaballe… A tutto, cioè, tranne che a sé stesso. Chi è Sveglio, invece, sa che è lui stesso l’unico e il solo responsabile di ciò che vive. Nessun altro. Ciò che vuoi, lo ottieni. Se è bello o brutto, dipende solo da te! Da se dormi o sei Sveglio; da che cosa vuoi e da che cosa scegli per te. Nulla meno di questo.

Sei pronto a volare? Ricorda: tutto è possibile, poiché che cos’è, l’impossibile, se non una possibilità non contemplata? L’impossibile non è altro che ciò che scivola al di fuori dei tuoi confini, confini tu stesso ti sei posto. Sì, è folle – ridicolo! – ma anche vero. Puoi volare, se vuoi. È una questione di Volontà. Perciò, riconosci Chi Sei; libera Te stesso/a; guarisci la tua Vita! E avrai iniziato la tua Ascesa verso quote a cui nemmeno la più fervida immaginazione può arrivare. Are you ready for this? So be it. To Life!